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Viaggio a Torino, nella città dei maestri cioccolatieri

Monday, September 22, 2014


Non è certo un caso se, guardando a una qualunque classifica dei migliori produttori di cioccolato italiani, la città di Torino risulti continuamente protagonista.
Sbirciando qualche dato, si capisce che per il capoluogo piemontese il titolo di “capitale del cioccolato” è assolutamente meritato, e non certo frutto di un senso di superiorità sabaudo…
Infatti, in Piemonte viene prodotto circa il 40% del cioccolato italiano e, in particolare nel suo capoluogo, quella della produzione artigianale è una tradizione antica e di storia illustre.
 Accanto a grandi realtà industriali come Ferrero (la storica azienda della Nutella con sede ad Alba) ci sono innumerevoli esempi di eccellenza artigiana: Guido Gobino, Peyrano, Domori (con sede a None), Giordano Cioccolato (a Leini), la Perla di Torino, Venchi - solo per menzionare alcuni dei più famosi.
E se la fondazione di Guido Gobino, considerato uno dei “re “ del gianduiotto, è piuttosto recente (risale infatti al 1964), antica è la tradizione di Peyrano e del suo laboratorio in Corso Moncalieri.
Tra le altre cose, la piccola azienda fondata da Lucia Peyrano nel 1914 può vantare l’invenzione degli “Alpini”, cioccolatini ripieni di liquore, così battezzati perché proprio gli Alpini, alloggiati nella caserma adiacente al laboratorio, furono i primi ad assaggiarli.
 Le tradizioni più antiche, tuttavia, sono custodite da aziende le cui origini risalgono all’Ottocento, come Giordano (1897), che dal 2010 è anche nel Guinness dei Primati per aver creato la tavoletta di cioccolato più lunga del mondo. Ma Giordano vanta innanzitutto riconoscimenti di qualità, come quello di Slow Food, che gli ha conferito il titolo di Maestro del Gusto nel 2011 e nel 2012.
Tra i produttori di cioccolato più antichi in assoluto vi è poi Caffarel, a cui spettano il vanto e l’orgoglio di aver inventato la delizia del gianduiotto torinese.
Il laboratorio di Caffarel, fondato nel 1826, produsse per la prima volta nel 1852 un cioccolatino a forma di barchetta, che aveva la peculiarità di un nuovo gustoso ingrediente: le nocciole Tonde Gentili delle Langhe, che andavano a sostituire parte del cacao.
Anche il nome del cioccolatino ha una storia interessante.
Risale infatti al 1865, quando in occasione del carnevale, la maschera torinese Gianduja distribuì gianduiotti per le strade e concesse il proprio nome ai cioccolatini Caffarel.
Chi visita Torino ha l’opportunità di partecipare a tour in alcuni dei laboratori più conosciuti. Se semplicemente volete farvi una scorta di prelibatezze, ecco alcuni indirizzi dei punti vendita: Peyrano in Corso Moncalieri e in Corso Vittorio, Venchi in via Garibaldi, Guido Gobino in via Lagrange, Giordano in piazza Carlo Felice.
E per chi volesse cimentarsi da sé nella preparazione di cioccolatini e altre delizie, diversi produttori vendono anche semilavorati e ingredienti base, come il burro di cacao.


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